Stampa PDF
photo professional canon edition n73 dicembre 2015

 

 

 

Dario Apostoli - La fotografia dentro

 

 

 

Andiamo a conoscere Dario Apostoli, attraverso il suo libro “Soglie” e anche personalmente. Rimaniamo subito stupiti dal suo lavoro, perché appare accennato, diafano: è come se ci venisse suggerito qualcosa e riconosciamo anche un confine, quello della nostra mente, dei pensieri che ci avvolgono e della nostra stessa vita. Dario concede ampia libertà all’osservatore: davanti a una sua immagine non vi sono percorsi obbligati, ma sentieri da percorrere più volte, anche cambiando strada. Non dimentichiamo poi l’elemento colore: autoriale, definito e costante, per il quale potremmo usare l’aggettivo “riconoscibile”. Sfogliando più volte il suo libro, notiamo però che la sorpresa finisce. Pur rimanendo consapevoli della bontà del lavoro in assoluto, capiamo che l’autore ha affrontato percorsi difficili, fatti di studio, sofferenza (quella buona) e pensiero; ovvero, il suo non è un risultato casuale. Tutti i suoi progetti “fermentano” a lungo nel cassetto, per partire solo nel momento che tutto è pronto: nell’anima, come nella mente. “Soglie” sono anche i bordi del suo lavoro, teso sempre a identificare i connotati che lo compongono. Definito un ambito, Dario comincia a produrre fotografia, con garbo, lentamente. Ormai è tutto pronto e si può anche aspettare domani, o i giorni seguenti, perché l’opera, la sua fotografia, è già dentro di lui e resta solo di coglierla.

 

D] Dario, quando hai iniziato a fotografare e perché? 

 

R] Ho iniziato dopo aver trovato una fotocamera dimenticata in spiaggia, una Kodak Disk. Quella fuuna fortuna, che si rivelò determinante. Ereditai una Camera oscura, così a sedici anni iniziai con i primi scatti. Non avendo esperienza, riuscivo con difficoltà a raggiungere i risultati desiderati, anche perché, a essere onesti, neanche immaginavo dove sarei potuto arrivare. Quando ebbi diciassette anni, mio fratello decise di sposarsi e mi chiese di scattare delle immagini, affiancandomi al fotografo ufficiale. Alla fine mi accorsi che i miei risultati non erano poi così malvagi, soprattutto per quanto atteneva la composizione.

 

D] Un dono innato, quindi …                                                

 

R] Io ero appassionato di pittura e disegno. “Soglie” l’ho dedicato a due persone importanti. Una di queste è mia madre, che mi ha insegnato a dipingere e disegnare, pratiche che ho abbandonato dopo la scoperta della fotografia.

 

D] La seconda persona chi era?

 

R] Un grande amico di Milano, una persona sconfitta dalla vita. Lasciava trasparire una grande sensibilità, ma la solitudine ha reso vana la sua intelligenza, comprese le passioni che gli appartenevano (la musica su tutto).

 

D] Dopo, com’è proseguito il tuo approccio alla fotografia?

 

R] Dalla Sardegna mi sono trasferito in Lombardia. Incontrai una ragazza acquarellista e la spinta verso lo scatto divenne ancora più forte. Mi prestarono una reflex e iniziai a leggere libri e riviste. La strada divenne lunga e tortuosa. I primi risultati arrivarono dopo tre o quattro anni, anche perché allora non potevo dedicarmi alla fotografia a tempo pieno.

 

D] Quando è avvenuta la svolta? 

 

R] Dopo aver comprato la mia prima fotocamera. Iniziai a produrre DIA, dedicandomi a un lavoro che s’intitolava “Ruggini”. Andavo alla ricerca di metalli esausti per interpretarli fotograficamente.

 

D] Ebbe successo il tuo lavoro? 

 

R] Abbastanza, anche se non lo feci circolare più di tanto.

 

D] La tua è stata passione? Per la fotografia, intendo?

 

R] Sì, da subito.

 

D] È stata importante?

 

R] Molto, ha rappresentato il motore di tutto. Ho sempre cercato di studiare. A me interessava scoprire quanto il mio occhio fosse in grado di raccontare il mondo come lo vedevo.

 

D] Come hai curato la tua formazione?

 

R] Con la lettura e la sperimentazione. Ho buttato via scatole intere di pellicole, questo solo per capire quale immagine scegliere per i miei scopi. Intanto, però, con la SLR a priorità di diaframmi iniziavo a maturare il mio pensiero fotografico. Era una questione di visioni e questo esaltava la mia passione. Ricordo che volevo profondità di campo e un po’ di mosso. Gli amici mi prendevano in giro, perché camminavo guardando attraverso l’obiettivo. A quel tempo mi dedicavo molto ai matrimoni.

 

D] Hai avuto degli elementi ispiratori?

 

R] Tanti, ma Salbitani è stato uno dei primi. Per il resto potrei citarti i grandi: Basilico, Giacomelli, Ghirri. Lo stesso Franco Fontana era tra i miei preferiti. L’avevo conosciuto prima di frequentarlo durante i suoi seminari. Ricordo che un fotografo, venendo a vedere una mia mostra, sentenziò: “Queste fotografie assomigliano a quelle di Franco Fontana”. Non lo conoscevo e fui così costretto a documentarmi.

D] Quindi, ti sei dedicato ancora allo studio?

 

R] Ero nella fase di apprendimento e lì le contaminazioni risultavano importanti. Si studia, si vedono tante cose, ma bisogna capire dentro di sé qual è il proprio linguaggio. Aggiunsi altri preferiti alla mia lista: McCurry, Kudelka, Sander; quest’ultimo nel periodo nel quale stampavo in B/N. Trovavo sorprendente il suo lavoro antropologico e sociale.

 

D] Fotograficamente, come ti definiresti?

 

R] Non saprei definirmi. Posso dire che ho fatto diverse esperienze. Io sono appassionato di musica (Jazz) e mi sono cimentato anche lì. Per lavoro ho anche affrontato lo still life. Forse posso dirmi “sperimentatore”, anche perché non mi sono mai consacrato a uno stile.

 

D] Qual è la qualità più importante per un fotografo come te?

 

R] Non lo so. Certamente tutto ciò che mi spinge a fotografare, a continuare la sperimentazione.

 

D] Come nasce il lavoro “Soglie”?

 

R] L’ho iniziato nel 2009. All’inizio avevo qualche incertezza, poi i viaggi a Parigi e Lisbona hanno tolto ogni indecisione. Molti definivano il mio lavoro come concettuale e l’avrebbero voluto in B/N, ma io optai per il colore.

 

D] Hai iniziato con la pellicola?

 

R] Sì, addirittura col Disk.

 

D] Qualche rimpianto per il rullino?

 

R] Sì e no. Ciò che mi turba è l’archiviazione su HD. Sono costretto a cambiare tutto ogni quattro anni, per questioni di sicurezza; con la pellicola non succedeva. Quando maneggio film di anni addietro, li trovo ancora perfetti e utilizzabili. Insomma, nel digitale si modificano continuamente i sistemi e questo mi crea incertezza.

 

D] L’archiviazione e i sistemi rappresentano il tuo punto di vista negativo. Il resto?

 

R] Il mio approccio con la fotografia è “analogico” anche oggi: cerco di non sprecare gli scatti. È vero, i costi (bassi) possono farti prendere la mano, però cerco sempre di concentrarmi al massimo sul risultato voluto. Per il resto, il digitale è fantastico. Con Photoshop posso fare tutti i livelli che voglio e in più sono in grado di interrompere il lavoro alla bisogna. Il CO quando s’iniziava occorreva anche finire.

 

D] Curi personalmente il ritocco?

 

R] Sì, faccio tutto io; ma non sono molto invasivo.

 

D] B/N o colore?

 

R] Colore, attualmente è così. Come ti ho detto, all’inizio c’è stato un avvicinamento al B/N. A me piace tutta la fotografia ed è giusto che ogni espressione possieda il proprio linguaggio.

 

D] Hai un’ottica preferita?

 

R] I grandangoli, dal 28 mm in giù.

 

D] C’è tra le tue una foto alla quale sei particolarmente affezionato?

 

R] Un po’ tutte, anche perché arrivano da un processo fotografico faticoso e ragionato. Potrei dire la copertina di “Soglie”; è una delle prime e da lì è partito tutto il progetto.

 

D] Potessi scegliere, che fotografia scatteresti domani?

 

R] Non so risponderti. Io sono molto istintivo. Domani vorrei essere pronto a cogliere quello che sento. Quando premo il pulsante di scatto, l’immagine è già dentro di me: devo essere capace di cogliere quel momento. È una questione di pancia.

 

D] Dopo tanta carriera, c’è un progetto rimasto indietro e che vorresti portare a termine?

 

R] In realtà ce ne sono diversi. Rimangono nel cassetto fino a quando non ho le idee chiare.

 

D] Puoi farti un augurio fotografico da solo: cosa ti dici?

 

R] Un augurio? Vorrei avere sempre il cuore aperto, essendo capace di vedere attraverso i miei occhi. Alla fine, mi piacerebbe continuare a fotografare, sempre.

 

 

 

 

 

 Canon Italia

 

 


 



Canon Dario Apostoli - La fotografia Dentro

Canon Dario Apostoli - La fotografia Dentro

      Dario Apostoli - La fotografia dentro       Andiamo a conoscere Dario A....

IMAGEmag

IMAGEmag

      La SCELTA di Franco Fontana   Da anni Franco Fontana tiene workshop in o....

Da Gianni Berengo Gardin a Dario Apostoli

Da Gianni Berengo Gardin a Dario Apostoli

    By The Mammoth's Reflex - Mag 11, 2017   MILANO. “In viaggio con Gianni Berengo ....

Rosignano Foto Festival 2015

Rosignano Foto Festival 2015

  Info: www.fabbricaimmagini.it info@fabbricaimmagini.it tel. 3337578873 www.facebook.....

GENTE DI FOTOGRAFIA

GENTE DI FOTOGRAFIA

                                      ....

(i)Look Photography 2014

(i)Look Photography 2014

  A Santa Teresa gli scatti di dieci fotografi La Nuova Sardegna 28 luglio 2014 E' stata ina....

Mostre imperdibili: al MuDi Franco Fontana e i suoi

Mostre imperdibili: al MuDi Franco Fontana e i suoi

  >> Fotoarte 2014: è Franco Fontana il grande "ospite" della prossima edizione >> Taranto - F....

Serata d'Autore Rosignano Foto Festival 2014

Serata d'Autore Rosignano Foto Festival 2014

////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////....

FRANCO FONTANA e Quelli di Franco Fontana

FRANCO FONTANA e Quelli di Franco Fontana

a cura di Paolo Donini e Fausto Corsini apparati critici di Luigi Erba 6 aprile - 4 maggio ....

Photissima [ART FAIR]

Photissima [ART FAIR]

   Photissima [ART FAIR]  dal 6|11 al 30 |11  2013  -  Ex Manifatture Tabacchi  -  Tori....

MINA 2012

MINA 2012

....

IMPERMANENZA DELLE COSE

IMPERMANENZA DELLE COSE

IMPERMANENZA DELLE COSE   Multimedia Exhibition Inaugurazione domenica 23 settembre ore ....

News pagina principale

News pagina principale

      L’Anima di Roma presentata da Franco Fontana e Quelli di Franco Fontana Dal....

MINA call for Mobile Films & MINA call for Papers

MINA call for Mobile Films & MINA call for Papers

    [ MINA ] call for Mobile Films & [ MINA ] call for Papers Wednesday, 21 Septemb....

Yasujiro Ozu Festival Internazionale del Cortometraggio 2011

Yasujiro Ozu Festival Internazionale del Cortometraggio 2011

  Yasujiro Ozu Festival Internazionale del Cortometraggio                           ....

Nonantola Film Festival 2011

Nonantola Film Festival 2011

    L'appuntamento al buio    un film di     Dòdes Production    Dario Apo....

Festival de Liège, Mons, Bruxelles

Festival de Liège, Mons, Bruxelles

                                                           ....

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalitá e per inviarti pubblicitá e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di piú o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o scorrendo questa pagina acconsenti all´uso dei cookie.